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Sergio Siano (cenni biografici)

Nato in un quartiere popolare di Napoli. Figlio d’arte, proviene da una famiglia di fotoreporter specializzata nella
cronaca ed è, a sua volta, un fotoreporter di strada, attento osservatore dei cambiamenti storici, politici e culturali di Napoli.
Esordisce nel 1985 a “Il Giornale di Napoli” e dal 1987 lavora per il quotidiano “Il Mattino”. Molte sue immagini si ritrovano in diversi libri e volumi sulla storia fotografica di Napoli. Il premio Cosimo Fanzago 2010 gli è stato riconosciuto proprio per il suo rapporto “intimo” con la città.
Oltre a numerose mostre personali, Sergio Siano è un autore impegnato in modo viscerale per la sua Napoli, tante le iniziative culturali e sociali che lo portano nel corso degli anni alla pubblicazioni di testi quali: “Vicoli, un viaggio Napoletano” , “Il mare che bagna Napoli” ed “I Quartieri Spagnoli” .

Sergio Siano Fotoreporter

Come tutti ben sanno Sergio Siano è un fotoreporter di nascita nonché figlio d’arte; lavora per IL MATTINO di Napoli. Quello che contraddistingue il lavoro di Sergio non è solo la testimonianza di un evento, che si tratti di cronaca, di culto, di cultura oppure “semplicemente” quando narra le storie della sua gente nei suoi vicoli. Nelle sue fotografie si scorge sempre quel velo di spiritualità, una spiritualità dettata dalla sua evidente e spiccata sensibilità. Una sensibilità che lo porta a comprendere una storia, a viverla prima ancora che a raccontarla. Sergio è un cultore di Napoli, un testimone del tempo in una città senza tempo. Nelle foto dei vicoli si evince una grande capacità di relazionarsi con la sfera umana che si tramuta inevitabilmente in complicità con i soggetti. Sergio sa bene che la sua gente si dona a lui perchè si fida di lui, perchè si sente quasi protetta ed abbassa ogni difesa ed abbatte ogni muro. Nelle foto che abbiamo raccolto e che vi proponiamo c’è tutto il fascino ed il mistero di un popolo.Nei ritratti ambientati la luce e le ombre si sposano in perfetta armonia, manifestando con vigore il vissuto ed il vivere dei soggetti ritratti. Nella città degli eccessi, dove gli estremi sono antagonisti ma anche complici, dove la morte e la vita sono la stessa faccia della stessa medaglia, dove il colore ed il non colore si esaltano e si rafforzano a vicenda. Sergio questo lo ha capito fin da subito e lo vive e lo racconta con grande altruismo, facendo della sua fotografia non solo un lavoro ma una ricerca incessante nella sfera più profonda dell’anima e nella storia di un popolo, del suo popolo, donandoci la sua storia, la sua cultura, il suo sapere ma più di tutto la sua sensibilità, cercando di scuotere e di suscitare emozioni e riflessioni anche nei cuori più aridi.
Buona visione ma più di tutto “buona riflessione”

Recensione a cura di Enzo Truppo.